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L'ACQUA
SALUTE E BENESSERE DEL BAMBINO
L’ACQUA MINIMAMENTE MINERALIZZATA IN PEDIATRIA
L’acqua Osmotizzata con l'apparecchiatura Osmotic, per la sua minima mineralizzazione e il ridotto (o nullo) contenuto di nitrati può essere impiegata nella diluizione dei latti artificiali. E’ fondamentale, in pediatria, che l’acqua dopo il processo di depurazione ad osmosi venga sempre sterilizzata con raggi U.V.
Per quello che riguarda la diluizione o la ricostituzione del latte vaccino, rispettivamente pastorizzato o in polvere, va sottolineato che le acque minimante mineralizzate sono praticamente prive di potere tampone ( data la loro eseguità di sali) e quindi richiedono, per il raggiungimento di un pH gastrico ottimale per l’azione chimosinica e pepsinica, una minore secrezione di acido cloridrico, che nei neonati e nei lattanti è già secreto in minore quantità rispetto all’adulto. Va poi detto che il latte vaccino è già molto ricco di sali in confronto a quelli del latte materno, quindi l’utilizzazione di un’acqua oligominerale leggera o osmotizzata per la preparazione dei latti artificiali contribuisce ad evitare in carico osmolare dei soluti troppo elevato, che potrebbe aumentare un eventuale rischio di ipertensione in età adulta: ciò ha una grande importanza soprattutto nei bambini più piccoli e nei prematuri che spesso hanno una funzionalità renale ridotta.
L'acqua trattata con l'apparecchio Osmotic, essendo molto povera di calcio, favorisce per l’azione della chimosina o per l’azione della parachimosina della pepsina la formazione di coaguli caseifici molto fini e dispersi; ciò si traduce in una più ampia superficie a disposizione degli enzimi e quindi una diminuzione del tempo di digestione gastrica. La povertà di calcio determina però un rallentamento del tempo di coagulazione, che è a sua volta un fattore influente sul tempo della digestione gastrica. La formazione di coaguli più fini è soprattutto evidente in caso di diluizione di latte vaccino pastorizzato; invece latti adattati in polvere presentato solo lievi differenze della morfologia del coagulo al variare del liquido di ricostituzione e ciò grazie ai migliori procedimenti di lavorazione del latte ed ai notevoli progressi della scienza dell’alimentazione.
I NITRATI, un veleno presente nelle acque potabili
In Italia, per legge, un’acqua per essere considerata potabile, deve avere un contenuto di nitrati inferiore od uguale a 50 mg/l e lo stesso limite, ma riferito in particolare agli adulti, risulta in un rapporto tecnico FAO/OMS (5mg/l per i bambini).
E’ necessario sottolineare però l’estrema sensibilità dei bambini più piccoli (prima dei due o tre mesi) alla introduzione della metaemoglobinemia da parte dei nitrati.
L’ingestione dei nitrati in eccesso comporta inoltre il rischio di formazione di nitrosamine in vivo dopo ingestione simultanea di nitrati o di alimenti contenenti amine: infatti quasi tutte le nitrosamine esaminate fino ad oggi si sono rivelate potenzialmente cancerogene.
L'acqua trattata con l'aparecchiautra "Osmotic", ha eliminato, nelle sperimentazioni scientifiche, i nitrati sino al 99%.
Necessità d’acqua
Da tutti è risaputo che senz’acqua non c’è vita. Già durante la gravidanza l’80% di nostro figlio è acqua e vivrà per 9 mesi circondato da liquido. Alla nascita sarà acqua per il 65%.
La necessità d’acqua di una donna in gravidanza aumenta del 40% in maniera proporzionale alle Kcal giornaliere che deve ingerire. In pratica, per una donna di peso e statura medi, serviranno circa 2500-2600 Kcal, per un consumo d’acqua, quindi di 2.5-2.6 lt. al giorno. La qualità e la composizione dell’acqua che utilizziamo inciderà direttamente sulla nostra salute e quindi su quella del nostro bimbo.
Bilanciamento idrico
Mantenere un bilanciamento idrico adeguato è importante per un sano andamento della gravidanza. Ma che cos’è il bilanciamento idrico?
E’ l’equilibrio fra l’acqua che perdiamo e quella che assumiamo.
Le nostre perdite d’acqua sono così distribuite:
Urina: 1500 ml.
Escrementi: 200 ml.
Sudore: 600 ml.
Polmonare (respirazione): 300 ml.
Totale: 2600 ml.
Pertanto dovremo recuperare quest’acqua per assicurare il nostro bilanciamento idrico.
In termini generali, ci procuriamo l’acqua dalle seguenti fonti:
Fonti esogene:
Bibite: 1300 ml.
Alimenti: 1000 ml.
Totale: 2300 ml.
Fonti endogene:
Il catabolismo dei principi immediati che compongono gli alimenti ci procura anche lui una piccola quantità d’acqua, 300 ml., che si ripartisce nel seguente modo:
Lipidi (grassi): 107 ml. d’acqua ogni 100 gr. (zuccheri) 55 ml. ogni 100 gr.
Proteine 41 ml. ogni 100 gr.
Quindi al giorno recuperiamo 2600 ml. d’acqua, con cui compensiamo le perdite e ci assicuriamo un bilanciamento idrico corretto.
Raccomandazioni per l’infanzia
Già abbiamo detto che a una persona adulta si raccomanda l’assunzione di 1 ml. ogni Kcal. Ma se si tratta di neonati, bambini o lattanti, la proporzione dev’essere maggiore perché maggiori sono il catabolismo interno, l’escrezione e l’esercizio fisico.
Adolescenti 50 ml/Kcal.
Bambino 100 ml/Kcal.
Lattante 125 ml/Kcal.
Neonato 150 ml/Kcal.
L’importanza dell’acqua per il bebè
Uno dei problemi più frequenti durante i primi mesi di vita è chiamato “gastrite del lattante”. E’ provocata dall’invasione di germi nella mucosa digestiva del lattante.
Per questo l’igiene degli alimenti e la sterilizzazione di tutto quello che il bebè può mettersi in bocca è fondamentale per diminuire il rischio di infezioni. Anche se l’invasione dei germi è la causa finale che dà origine al quadro diarroico, la vera causa risiede nel lattante stesso poiché prima dei 2 anni d’età il suo sistema immunitario non è completamente sviluppato quindi non possiede le stesse difese di un adulto. Il modo migliore per evitare le infezioni consiste nello sterilizzare tutto quello che il lattante può portarsi alla bocca.
L’obiettivo ideale di una sterilizzazione è eliminare al 100% i microorganismi. Ma a livello domestico è considerato accettabile se sono presenti al massimo 10 colonie di germi. La sterilizzazione deve essere praticata a biberon e tettarelle, ma soprattutto all’acqua, visto che il latte è l’unico alimento che il bebè assume nei primi 6 mesi di vita. Ricordiamo che il latte liquido si prepara con acqua e latte in polvere e che questo non è mai commercializzato con assenza totale di germi. Anche l’acqua in bottiglia presenta un certo livello di microorganismi. Per questo è importante utilizzare metodi di sterilizzazione che ci assicurino un’acqua più pura possibile.
La normale bollitura dell’acqua sterilizza solo al 12,3% secondo recenti studi microbiologici effettuati in ambienti domestici.
La sterilizzazione a freddo è efficace per quanto riguarda i germi, ma presenta l’inconveniente di lasciare residui chimici. L’alternativa che si va diffondendo sempre di più, è avere in casa un sistema di depurazione dell’acqua del rubinetto ad osmosi inversa, che incorpora anche una lampada UV che impedisce lo sviluppo dei microorganismi. Pertanto, l’acqua così prodotta, si può utilizzare sia per lavare biberon e tettarelle, che per preparare il latte ai bambini.
L’acqua deve inoltre presentare una bassa mineralizzazione sia per il bebè che per la madre in gravidanza. Durante questo periodo, va ridotto al massimo il consumo di sale e bisogna astenersi dall’uso di alcool però si può bere tutta l’acqua che si desidera (non c’è limite) per assicurare così una buona diuresi (volume di urine) che eviterà il prodursi di albumina, responsabile del rigonfiamento delle gambe e delle caviglie e che obbligherebbe a un regime molto più restrittivo. L’acqua che si ingerisce depurerà il nostro organismo e contemporaneamente quello del nostro bebè, che pulirà i suoi reni e regolerà la sua temperatura corporea.
L'apparecchiautra "Osmotic", da sperimentazioni scientifiche già descritte in altre pagine di questo sito, elimina i microorganismi con altissima efficienza.