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SPERIMENTAZIONE SCIENTIFICA
RELAZIONE MEDICA SU ACQUA POTABILE DESTINATA AL CONSUMO UMANO DEPURATA
CON IL PROCESSO DELL’ OSMOSI INVERSA
APPRECCHIATURA UTILIZZATA: IMPIANTO DENOMINATO "OSMOTIC"
PREMESSA:
GLI ELEMENTI DEL REGNO MINERALE NON SONO DIRETTAMENTE ASSIMILBILI DALLE CELLULE ANIMALI.
E’ una pura questione di citologia. Infatti, nel regno vegetale, i minerali dall’acqua e dalla terra, sono direttamente assimilabili dalle alghe e/o dalle piante che danno a questi minerali una nuova struttura, il potere rotatorio, allorché nel regno animale le cellule non possono assimilare che i sali a potere rotatorio già assimilati dai vegetali eterotrofi che si nutrono di materie organiche.
I SALI INASSIMILABILI SI TROVANO NELL’ACQUA DA BERE.
I sali inassimilabili provenienti dalle acque da bere e/o da cottura, senza potere rotatorio, provocano un sovraccarico nel sangue in elettroliti che devono essere eliminati con il filtraggio renale. Ora, l’azione calcarea permanente degli elettroliti inassimilabili turba l’emissione normale di nefroni (unità funzionale renale) la cui inevitabile conseguenza è la depurazione incompleta del sangue e che apre la strada alle malattie degenerative.
Il filtraggio incompleto del sangue, infatti, provoca delle precipitazioni che si accumulano per formare dei depositi di sali che sono sempre all’origine dei depositi minerali, di calcificazione dell’organismo, tutti mali che conducono alla senescenza prematura e/o alla senilità, fra cui possiamo citare:
Litiasi (calcoli) renali, biliari, concrezione polmonari e celebrali.delle articolazioni, decalcificazioni delle vertebre, ecc…
Senza dimenticare l’influenza sull’artrite, l’arteriosclerosi, la sordità, la cataratta, così come la principale causa di evoluzione verso la trombosi ed il cancro. Queste non sono che una parte delle origini fisiodinamiche di tutti i disturbi patologici derivati dall’uso indiscriminato delle acque.
RELAZIONI CLINICHE SULL’ACQUA DEPURATA AD OSMOSI INVERSA
CLASSIFICAZIONE
Un acqua potabile e poi “OSMOTIZZATA”, per il suo residuo eccezionalmente basso deve essere considerata come una delle acque più leggere esistenti. Per i suoi caratteri organolettici e per le sue caratteristiche chimico-fisiche ed analitiche deve considerarsi, per la forte ipotonicità, un’acqua diuretica. L’azione altamente diuretica dell’acqua osmotizzata risulta infatti in base a molte prove farmacologiche fino ad oggi effettuate, tanto sull’uomo che sugli animali si svolgono tanto sulla eliminazione renale dell’acqua quanto sull’eliminazione renale dei sali. Inoltre, in base alle sue predette caratteristiche, l’acqua OSMOTIZZATA è adatta per esplicare azioni anticatarrali e medificatrici del ricambio. L’indicazione principale è la calcolosi urinaria. Tuttavia, altre condizione quale la gotta, la diatesi urica ad ossalica, le flogosi croniche delle vie urinarie possono trarre giovamento dall’uso di acqua osmotizziata.Nessuna controindicazione è stata rilevata nell’uso continuativo dell’acqua osmotizzata.
RELAZIONE FARMACOLOGICA DELL’ACQUA OSMOTIZZATA EFFETTUATA DALL’ISTITUTO DI FARMACOLOGIA DI BARCELLONA
Prove eseguite sulla tolleranza dell’acqua osmotizzata nell’uomo ne hanno dimostrato chiaramente l’ottima tollerabilità. Due soggetti di sesso maschile sani, dopo aver vuotato la vescica hanno bevuto per due giorni consecutivi 400 grammi di acqua osmotizzata in 4 ore, ingerendone cc. 100 al mattino alle otto, cc 100 alle nove, cc. 100 alle dieci e cc. 100 alle undici. Inoltre, per le sue caratteristiche organolettiche detta acqua si è palesata oltremodo gradita.
Ricerche sulla diuresi nell’uomo dimostrano che in un individuo normale, sano, di 35 anni l’introduzione di cc. 400 di normale acqua potabile (della città di Barcellona), (cc. 100 al mattino alle otto, cc. 100 alle nove, cc. 100 alle dieci e cc. 100 alle undici) determina nell’intervallo di 5 ore (dalle ore 8 alle ore 13) l’emissione di cc. 340 di urina (diminuzione del 15%). Per contro, l’introduzione di cc. 400 di acqua osmotizzata invece della comune acqua potabile di Barcellona, ripetuta dopo 3 giorni nello stesso soggetto, nelle identiche condizioni e modalità, ha determinato nelle 5 ore l’emissione di cc. 465 di urina (aumento del 16,25%). Ne consegue che l’aumento, rispetto a quanto osservato mediante l’uso della normale acqua potabile (di Barcellona), è in questo soggetto del + 31.25 %. Risultati ancora più significativi sono stati osservati in un altro soggetto normale sano,di 30 anni, al quale, l’acqua potabile di Barcellona, nelle predette condizioni sperimentali, aveva fatto emettere cc. 330 di urina (diminuzione del 17,5%), mentre l’introduzione di cc. 400 di acqua osmotizzata, dopo 3 giorni, aveva fatto emettere nelle 5 ore cc. 480 di urina (aumento del 20 %). L’aumento della diuresi acquosa ottenuto con l’acqua osmotizzata rispetto a quanto si ha, invece, con l’acqua potabile è del 37,5%. Riepilogando, possiamo dire che un dato volume di acqua osmotizzata ingerita dall’uomo determina un noto e cospicuo aumento della diuresi acquosa in senso assoluto, aumento che diventa ancora più marcato se si pone a confronto con quanto si osserva, adottando le identiche condizioni sperimentali e ricorrendo agli stessi soggetti di esperimento, mediante l’uso della comune acqua potabile.
RELAZIONE CHIMICA, SU UN’ACQUA POTABILE DI ACQUEDOTTO TRATTATA E DEPURATA AD OSMOSI, REDATTA DALL’ISTITUTO DI PATOLOGIA MEDICA E DI METODOLOGIA MEDICA DELL’UNIVERSITA’ DI BARCELLONA.
…tenuto conto di tali caratteristiche ho somministrato detta acqua in tre gruppi di pazienti:
4 donne, presentanti segni di sofferenza flogistica delle vie urinarie (cistite o cistopielite di varia eziologia);soggetti (1 maschio e 1 femmina) presentanti il quadro di una calcolosi renale;soggetti con iperuricemia, (in 2 dei quali detta modificazione era insorta sulla base di una leucosi cronica sottoposta a trattamento attinico).
Tutti i pazienti hanno trovato l’acqua osmotizzata assai gradevole e ben tollerata.
Questa fu somministrata nella dose di litri 1-1 ½ al mattino a digiuno o a distanza di due ore da una colazione leggera per 10-15 giorni. Nessun inconveniente fu registrato a carico dell’apparato digestivo, anzi l’appetito sembrò stimolato. In tutti e tre i gruppi di pazienti la somministrazione dell’acqua osmotizzata fu seguita da rapida eliminazione di una corrispondente massa di urina; anche nel resto della giornata la funzione diuretica risultò incrementata in misura evidente. Nel primo gruppo di casi l’azione dell’acqua osmotizzata contribuì validamente assieme ai restanti presidi terapeutici, all’estinzione o alla attenuazione della flogosi delle vie urinarie. Nel terzo gruppo di casi la somministrazione dell’acqua osmotizzata determinò una riduzione del tasso uricemico ed una attivata eliminazione delle scorie azotate e soprattutto dell’acido urico, per l’emuntorio renale. Dal complesso delle osservazioni cliniche si può dedurre che l’acqua osmotizzata trova utile applicazione oltre che nell’uso normale quotidiano, anche in tutte quelle situazioni morbose nelle quali una attivazione delle diuresi può affiancare efficacemente le opportune misure dietetiche e la terapia medica fondamentale, e cioè nella flogasi delle vie urinarie, nella calcolosi renale e negli stati iperuricemici. In tutte queste situazioni morbose sembra opportuno reiterare la somministrazione dell’acqua in più riprese, in modo da ovviare tempestivamente al formarsi di concrementi e al reimpiantarsi di fatti flogistici nelle vie urinarie.